Una canzone per il 25 aprile: Tanto Mar di Chico Buarque

La rivoluzione dei garofani del 25 aprile 1974 (vedi il post dedicato qui), che liberò il Portogallo dal quarantennale regime di Salazar, toccò profondamente i musicisti brasiliani che a loro volta vivevano sotto la dittatura militare.

Una fra le più belle canzoni dedicate a questo evento è “Tanto Mar” di Chico Buarque de Hollanda. La storia di questa musica è tanto tortuosa e interessante quanto quella della rivoluzione cui si riferisce.

Un’intervista del 1978 in cui Chico spiega la genesi delle due “Tanto Mar”

Prima versione: 1974

Nel 1974 Chico era all’apice della carriera, pur essendo osteggiato dal regime per le sue posizioni critiche sulla dittatura militare. Troppo famoso e amato per essere messo a tacere, Chico era comunque tenuto sotto stretta sorveglianza dalla censura, specialmente dopo lo scherzetto che era riuscito a mettere a segno nel 1970 con Apesar de Você – un singolo di enorme successo in cui l’insofferenza verso la dittatura è mascherata sotto l’apparenza di un uomo che si lamenta di una donna oppressiva (prima o poi dobbiamo fare un post anche su questa).

Non appena la notizia della rivoluzione dei garofani arriva alle sue orecchie, Chico scrive di getto una canzone breve ma ricca di omaggi al Portogallo. Alcuni ovvi: l’interiezione “pá” (da “rapáz”, ragazzo); l’uso del “tu” + seconda persona singolare (dove in portoghese brasiliano si userebbe il “você” + terza persona singolare); il riferimento ai garofani simbolo della rivoluzione ed al rosmarino arbusto tipico portoghese. Altri più sottili, come la citazione di uno dei distici più celebri di Fernando Pessoa “navigare è necessario / vivere non è necessario”.

Sei que estás em festa, pá
Fico contente
E enquanto estou ausente
Guarda um cravo para mim

Eu queria estar na festa, pá
Com a tua gente
E colher pessoalmente
Uma flor do teu jardim

Sei que há léguas a nos separar
Tanto mar, tanto mar
Sei também quanto é preciso, pá
Navegar, navegar

Lá faz primavera, pá
Cá estou doente
Manda urgentemente
Algum cheirinho de alecrim 
So che sei in festa, pá
Sono contento
E siccome sono assente
Conserva un garofano per me

Vorrei partecipare alla festa, pá
Con la tua gente
E cogliere personalmente
Un fiore dal tuo giardino

So che ci sono leghe a separarci
Così tanto mare, così tanto mare
So anche quanto è necessario, pá
Navigare, navigare

Là è primavera, pá
Qua sono sofferente
Manda urgentemente
Un po’ di profumo di rosmarino

Naturalmente, la censura brasiliana vietò la canzone – specialmente per il passaggio finale in cui auspica che il “profumo di rosmarino” da “là” si spanda fino a “qua” – ma non poté evitare che fosse pubblicata in Portogallo, dove fu un successo.

Seconda versione: 1976

Quando il turbolento Periodo Rivoluzionario portoghese giunse al termine e il paese si avviò verso la “normalizzazione”, Chico esternò il proprio disappunto per la piega che aveva preso la rivoluzione incidendo una seconda versione della canzone. In questa, i verbi sono virati al passato e la festa è “appassita”. Al tempo stesso, mantiene aperto uno spiraglio di speranza: i “semi” della rivoluzione sono stati gettati, e chissà che non germoglino nuovamente.

Foi bonita a festa, pá
Fiquei contente
E inda guardo, renitente
Um velho cravo para mim

Já murcharam tua festa, pá
Mas certamente
Esqueceram uma semente
Nalgum canto do jardim

Sei que há léguas a nos separar
Tanto mar, tanto mar
Sei também quanto é preciso, pá
Navegar, navegar

Canta a primavera, pá
Cá estou carente
Manda novamente
Algum cheirinho de alecrim 
E’ stata una bella festa, pá
Sono stato contento
E ancora conservo, ostinatamente
Un vecchio garofano per me

Hanno fatto appassire la tua festa, pá
Ma certamente
Si sono scordati un seme
In qualche angolo del giardino

So che ci sono leghe a separarci
Così tanto mare, così tanto mare
So anche quanto è necessario, pá
Navigare, navigare

Canta la primavera, pá
Qua ne sento il bisogno
Manda nuovamente
Un po’ di profumo di rosmarino

Anche questa versione fu bloccata dalla censura brasiliana. Ma c’è un ma…

Il curioso caso della versione dal vivo con Maria Bethania

Nel 1975 Chico e Maria Bethania (grande cantante baiana e sorella di Caetano Veloso) tennero una serie di spettacoli al Teatro Canecão di Rio de Janeiro, che utilizzarono per registrare un album dal vivo, “Chico Buarque & Maria Bethânia ao vivo“. Durante tutti gli spettacoli, sotto l’occhio vigile dei funzionari della censura, Chico eseguì l’allora inedita “Tanto Mar” come pezzo strumentale senza testo, tranne l’ultima sera in cui lo cantò (si trattava ancora della prima versione).

Nell’edizione brasiliana del disco comparve la versione strumentale, mentre in quella portoghese fu inclusa quella cantata. Questo spiega perché sulla copertina del 33 giri presente al Boteco, comprato in Portogallo, compare in bella vista l’adesivo “Inclue Tanto Mar versão cantada”.

Al giorno d’oggi una cosa del genere la daremmo per scontata, ma così scontata non è…

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