Fiera del Disco = giradischi aperto

Credo sia ormai noto quanto noi del Boteco adoriamo i vecchi dischi in vinile… ebbene, in occasione della Fiera del Disco, il giradischi del Boteco è a disposizione di tutti gli appassionati che proprio non ce la fanno ad aspettare fino a casa per sentire i vinili appena comprati o scambiati!

La Fiera del Disco si svolge al Porto Antico, centro congressi Magazzini del Cotone; noi siamo in Via San Luca 42R; Google Maps mi dà esattamente 10 minuti a piedi… più comodo di così…

Qui l’evento facebook se vi fa piacere condividere questa iniziativa:

https://www.facebook.com/events/428053807936198/

Pubblicato da O Boteco do Bonde Amarelo su Venerdì 15 febbraio 2019

Fine anno… aperti per ferie!

Carissimi amici, anche a Natale e Capodanno il Boteco non vi abbandona!

Di seguito il calendario delle nostre aperture:

  • 24 dicembre aperto con orario normale
  • 25  e 26 dicembre chiuso
  • dal 27 al 30 dicembre aperto con orario normale
  • 31 dicembre apertura speciale fino a mezzanotte e mezza per Capodanno (menu a 25 €)
  • dal 1 al 6 gennaio aperto con orario normale

Bolinho de bacalhau

Sferico o oblungo? Fritto o impanato? Con formaggio o senza?

Come tutti i piatti della cucina “povera” anche del bolinho de bacalhau esistono mille varianti. I punti fermi sono ovviamente il baccalà, le patate e il prezzemolo; tutto il resto è lasciato alla fantasia del cuoco.

Sorprendentemente, la ricetta base appare per la prima volta in forma scritta solo nel 1904, nel Tratado de Cozinha e Copa di tal Carlos Bandeira de Melo – un ufficiale dell’esercito portoghese con la passione per la buona cucina. Di certo il piatto, che ha origini ben più antiche, è entrato prepotentemente sulle tavole dei portoghesi nella prima metà del ‘900, e tuttora non ha alcuna intenzione di abdicare. Forse, semplicemente, nessuno aveva pensato prima a codificare la ricetta dell’umile bolinho: certo è che da allora le lodi per il delizioso stuzzichino si sono sprecate. Vinicius de Moraes ad esempio ne andava matto.

Ingredienti:
Patate
Baccalà
Prezzemolo
Cipolla
Noce moscata
Uova
Sale e pepe q.b.

Il tram numero 28

“I sedili del tram mi portano in regioni lontane, mi moltiplicano la vita, la realtà, tutto. Scendo dal tram esausto e sonnambulo. Ho vissuto un’intera vita”

Fernando Pessoa, il grande poeta e cantore di Lisbona, non lo dice esplicitamente, ma il tram cui fa riferimento è il numero 28, che ancora oggi ferma a pochi passi da casa sua, al 16 di Rua Coelho da Rocha.

E non solo Pessoa, ma un infinito numero di pessoas (persone) hanno provato e provano l’ebbrezza della corsa del più iconico fra i tram della capitale, fra viuzze tortuose, salite da capogiro e discese da voltastomaco, spaziosi viali fiancheggiati da sontuosi palazzi e agglomerati di case e casupole accavallate una sull’altra fra cui si aprono improvvisamente squarci di panorama a strapiombo sul Tago.

Il percorso del 28 serpeggia attraverso la città vecchia dalla collina dell’Alfama alla spianata di Prazeres toccando tutti i punti più caratteristici della capitale lusitana ed è, ovviamente, un must per chi la visita. Benché sia ormai considerato a buon diritto un’attrazione turistica, il vecchio tram resta fedele al suo spirito di servizio pubblico. Il 28 è in tutto e per tutto un tram normale, carico di studenti di ritorno da scuola e massaie con i sacchetti della spesa, che sopportano con stoica indifferenza le orde di turisti che affollano le vecchie carrozze alla ricerca della foto perfetta da postare su Instagram. Un equilibrio delicato, ma che per il momento regge (e speriamo che lo faccia ancora a lungo).

Il tram (elétrico per i lisbonesi DOC, bonde in portoghese brasiliano), in particolare il vecchio 28 di Lisbona con il suo caratteristico giallo ocra e gli arredi in legno e metallo, è il modello fondamentale cui si ispira il design del Boteco.

Trippa “alla moda di Porto”

La città di Porto è intimamente legata alla sua specialità più nota, la trippa, tanto che i suoi abitanti sono chiamati “tripeiros” dal resto dei portoghesi – in particolare dai lisbonesi che marcano così la differenza fra la loro città nobile e vagamente snob e l’operosa, borghese Porto, nell’ambito del perenne dualismo fra le “due capitali” del Portogallo.

I Portuensi non se ne fanno un cruccio, anzi rivendicano con orgoglio i loro piatti a base di interiora, zampe e orecchie di maiale, che vantano una tradizione secolare. Fra di essi occupa un posto d’onore la famosa “trippa alla moda di Porto”, la cui origine è fatta risalire a un momento e ad un luogo ben precisi: il 1415, nell’arsenale navale di Porto.

Il futuro re Enrico il Navigatore (nativo di Porto e ancora molto amato dai portuensi), ispezionando le navi in preparazione per la spedizione segreta che avrebbe presto condotto per conquistare Ceuta, non era del tutto soddisfatto dell’avanzamento dei lavori. Prese dunque da parte Mastro Vaz, il capocantiere, e gli rivelò la destinazione della spedizione, spronandolo ad accelerare i lavori. Mastro Vaz, conscio dell’importanza strategica della conquista, fece in modo che i suoi uomini raddoppiassero gli sforzi e tanto furono convincenti le sue parole che in breve l’intera città si unì con entusiasmo allo sforzo bellico. Una volta ultimati i lavori, gli abitanti di Porto donarono ai marinai in partenza per Ceuta tutta la carne presente in città, tenendo per sé soltanto le parti meno pregiate.

Da qui naque la ricetta della trippa, e insieme ad essa l’appellativo di “tripeiros”.

Nel corso dei secoli la ricetta subì numerose evoluzioni (per quanto ci possa sembrare strano, al tempo di Enrico il Navigatore in Europa non esistevano fagioli). Quella attuale la trovate qui sotto – e tutti i giovedì al Boteco!

 

Ingredienti

  • Fagioli cannellini
  • Trippa
  • Salsiccia piccante
  • Salamella
  • Brodo di carne
  • Cipolla
  • Carote, aglio, alloro, spezie

Oggi il Boteco chiude prima

Oggi chiudiamo presto, la ragione è semplice…. CI AVETE ESAURITO LE SCORTE!

Andiamo a far rifornimento per tornare domani più agguerrite di prima.

Grazie a tutti!

Siamo arrivati alla fine di questa prima, intensa giornata di Boteco. E’ stata una grande emozione vedervi arrivare, scoprire, gustare e imparare il portoghese con noi. “Bolinho” e “coxinha” ormai sono a pieno titolo nel vocabolario dei genovesi, e tutto grazie a voi.

Mi riempie di gioia e di orgoglio non solo che in così tanti abbiate apprezzato le nostre proposte, ma  che abbiate percepito il calore di casa del nostro locale, questa è una cosa che mi avete detto in molti e che ci rende davvero felici, perché è esattamente l’atmosfera che volevamo creare.

Abbiamo visto le persone conoscersi e ridere insieme, amicizie nascere, nuove storie che aspettano solo di essere scritte.

Un ringraziamento di cuore va alle nostre Wonder Woman Giulia e Simona e per ultimo a mia mamma Iranice. Siamo una grande squadra ragazze, di donne forti che hanno voglia di spaccare il mondo.

Un abbraccio a tutti e… attacchiamoci al tram! (che tra l’altro è già partito)

Marilia

Bacalhau

Scriveva nel 1884 il grande romanziere portoghese Eça de Queiroz:

“I miei romanzi in fondo sono francesi, come io quasi in tutto sono francese – eccetto per un certo sottofondo di tristezza lirica, che è una caratteristica tipicamente portoghese, una passione smodata per il fado, e ovviamente un amore sincero per il baccalà con cipolle”

Eça, che era un cosmopolita e un fine conoscitore della cultura europea dell’epoca, si prende bonariamente gioco dei luoghi comuni sul suo Paese associando in una sola frase la saudade, il fado e il baccalà come tre simboli della portoghesità. Tuttavia, colpisce nel segno: difficile trovare un portoghese che non enumeri fra i suoi piatti preferiti una delle innumerevoli ricette a base di Gadus morhua (a proposito, se ne enumerano più di 300 – la credenza popolare è che ve ne siano 365, una per ogni giorno dell’anno).

La storia della pesca al merluzzo da parte dei portoghesi è antica almeno quanto il Portogallo. Già nel 1353 il re Dom Pedro I firmava un accordo con il suo omologo Eduardo II d’Inghilterra per consentire ai pescatori di Porto e Lisbona di pescare in acque britanniche. Nel corso dei secoli il baccalà, la “carne dei poveri”, ha offerto sostentamento alle classi più umili che avevano limitato accesso ad altre fonti di proteine. La cucina povera, tramandandosi di generazione in generazione, si è nel tempo arricchita di nuovi ingredienti, ricette e varianti.

Oggi il baccalà si trova tanto sulla tavola del ricco quanto su quella del povero, dagli snack rapidi come il bolinho alle ricette più elaborate come il bacalhau à Bras.

Bacalhau à Bras

Il piatto preferito di Cristiano Ronaldo e di milioni di portoghesi (oltre che del marito della chef, NdR) nasce a Lisbona, precisamente nel Bairro Alto, in epoca indefinita ma relativamente recente. Trae il suo nome da un taverniere, un certo Bras – o Braz, secondo la grafia in uso prima del 1900 – accreditato dal mito popolare dell’idea di mescolare baccalà sfilacciato, patate fritte e uovo sbattuto.

Nella ricetta attualmente più in voga, oltre agli ingredienti “canonici” si aggiungono cipolle, olive e prezzemolo – ma ogni cuoco ne ha una versione. Tuttavia, i risultati non sempre sono all’altezza: ne sa qualcosa Jamie Oliver, che per poco non innescò un incidente diplomatico quando nel suo programma cucinò la pietanza aggiungendo le uova prima delle patate, e non il contrario. Imperdonabile errore! In pochi minuti la sua pagina Facebook fu invasa da commenti fra l’ironico e l’indignato da parte degli internauti portoghesi.

E noi? Per non sbagliare ci affidiamo alla Bibbia della cucina popolare portoghese, il monumentale tomo A Cozinha Tradiconal Portuguesa di Maria de Lourdes Modesto. Risultato assicurato, provare per credere!

Ingredienti

Baccalà
Patate tagliate a fiammifero
Uova
Cipolle
Olive nere
Olio EVO
Sale e pepe q.b.